Impresa Societaria a Base Personale – Vantaggi e Svantatti

Una delle distinzioni fondamentali che riguarda le società è quella tra società di persone e società di capitali. Possono essere ricomprese nell’ambito delle società di persone la società semplice, la società in nome collettivo e la società in accomandita semplice, mentre nel novero delle società di capitali troviamo la società per azioni, la società in accomandita per azioni e la società a responsabilità limitata. La distinzione precipua tra i due tipi di forme societarie viene effettuata in base al modo in cui esse vengono organizzate: le società personali sono così definite perché vengono costituite in funzione dell’uomo-socio, preso in considerazione soprattutto per le sue qualità umane e professionali; le società di capitali sono invece organizzate in funzione dei capitali che vengono conferiti dal socio. Detto ciò, vediamo quali sono i quattro caratteri distintivi tra i due tipi di società: 1) diverso regime di responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali, il quale è illimitato nelle società personali e limitato alla quota conferita in quelle di capitale; 2) diversa misura del potere del socio di incidere sulla gestione societaria, nel senso che le società di persone hanno il socio come naturale amministratore di esse, mentre nelle società di capitali questo potere è svincolato dalla qualità di socio; 3) diversa organizzazione interna, in quanto nelle società di capitali si assiste a una ripartizione delle competenze tra assemblea dei soci, amministratori e collegio sindacale, mentre in quelle personali non esiste una vera e propria organizzazione; 4)diverso regime di circolazione delle partecipazioni del socio.

I tre tipi di società personale: la società semplice
Secondo opinione prevalente la società semplice è semplice quella società che non presenta ulteriori elementi di identificazione rispetto alla norma che definisce la società come un contratto e cioè l’articolo 2247 del codice civile. Varie sono le attività che caratterizzano le società semplici: A) attività agricole, le vere e proprie attività di elezione di queste società; B) attività professionali; C) attività delle società di revisione; D) attività di riscossione delle imposte o di vigilanza notturna. Molto semplice è anche la costituzione di questo tipo di società, ma devono essere presenti delle specifiche caratteristiche: la presenza di almeno due soggetti, l’oggetto sociale, la causa e il fondo sociale.

Organizzazione e gestione della società semplice
Due sono i modi per gestire ed amministrare una società semplice. Vediamoli insieme. 1. Amministrazione disgiuntiva. Essa viene definita dall’articolo 2257 del codice civile e prevede appunto che l’amministrazione della società viene appunto esercitata in maniera disgiunta: ciò vuol dire che ogni socio è legittimato a intraprendere da solo le azioni che ritiene più opportune per la società. 2. Amministrazione congiuntiva. È prevista dall’articolo 2258 del codice civile e prevede che l’amministrazione spetti congiuntamente a più soci. Dunque, il socio, prima di cominciare un’azione deve preventivamente avvertire gli altri.

La società in nome collettivo
La disciplina della società in nome collettivo è contenuta in una serie di articoli del codice, dal 2291 al 2312. Il tratto caratteristico di questa società è senza dubbio la responsabilità illimitata e solidale dei soci. A differenza della società semplice, nella Snc è presente un atto costitutivo, il cui è contenuto è delineato dall’articolo 2295. Un’altra importante differenza che esiste tra società semplice e Snc è che in quest’ultima assistiamo ad un più accentuato livello di autonomia patrimoniale. L’oggetto tipico di una società in nome collettivo è l’esercizio di attività di tipo commerciale, in special modo quelle di dimensioni medio-piccole. Per iscrivere la società al registro delle imprese è necessario che l’atto costitutivo contenga degli elementi specifici: a) le generalità dei soci che partecipano alla società; b) la ragione sociale; c) l’amministrazione della società, con la specificazione della tenuta delle scritture contabili; d) la sede della società; e) i conferimenti dei soci e, quindi, il capitale sociale; f) i criteri di ripartizione degli utili; g) la durata della società.

La società in accomandita semplice
La società in accomandita semplice è caratterizzata dalla compresenza di due categorie di soci: i soci accomandatari, che sono responsabili illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali, e i soci accomandanti, i quali sono invece responsabili solo nei limiti della quota che hanno conferito. Gli articoli che disciplinano la Sas sono quelli che vanno dal 2313 al 2324 del codice civile. C’è da precisare che in questo ambito l’amministrazione della società spetta ai soli soci accomandatari e tale potere amministrativo è disgiunto da ogni altro socio.

I divieti a carico degli accomandanti
Due sono i divieti che devono rispettare i soci accomandanti: 1)quello di amministrare la società (se tale divieto viene infranto, il socio perderà la responsabilità limitata e potrebbe anche essere soggetto ad esclusione); 2)quello di far comparire il proprio nome nella ragione sociale (la violazione di tale divieto porta ancora una volta alla perdita della responsabilità limitata).

I poteri degli accomandatari
I soci accomandatari sono sostanzialmente coloro che prestano la propria opera sotto la direzione degli amministratori; inoltre, essi possono nominare un amministratore provvisorio nei casi di ordinaria amministrazione, qualora manchino tutti gli accomandatari. Se questi sono i poteri che trovano la loro fonte nella legge, ve ne sono altri che invece derivano dai patti sociali: il potere di esercitare una più ampia ingerenza nell’amministrazione e il potere di dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni.

Cosa Sono i Fondi ETF

ETF è un acronimo che sta per Exchange-Traded Fund, termine che identifica una tipologia particolare di fondo d’investimento a gestione passiva, che però viene negoziato in Borsa come se fosse un titolo azionario. Gli ETF hanno quindi una doppia funzione: quella di azione e quella di fondo comune: possono essere scambiati in ogni momento sul mercato in base a disposizioni, ma hanno anche il vantaggio dei fondi comuni, cioè di permettere la diversificazione. Gli ETF sono più o meno liquidi come le azioni e sono indicizzati come i fondi di investimento.

Acquistando un ETF significa in parte acquistare un portafoglio azionario che comprende le azioni che compongono l’indice di riferimento. Il tutto senza il bisogno di impiegare forti capitali e di adottare delle particolari strategie di investimento indicizzate simili a quelle degli investitori istituzionali.

Il gestore di un ETF non farà nessuna operazione di “gestione attiva”. Si limiterà a replicare fedelmente le eventuali modifiche che dovessero essere apportate all’indice. Chi investe in un ETF sa quindi perfettamente cosa sta comprando.

I primi ETF sono stati sviluppati dall’ Amex (l’ American Stock Exchange) ed i piu’ scambiati riguardano proprio gli indici americani .

Swap in Valute – Cosa Significa

Gli swap in valuta (swap = scambio) sono strumenti finanziari essenziali utilizzati da banche, multinazionali e investitori istituzionali. Anche se questo tipo di swap funzionano in maniera simile agli interest rate swap e agli equity swap, ci sono alcune qualità fondamentali importanti che fanno dei currency swap degli strumenti unici e quindi leggermente più complicati.

Lo swap di valute è un contratto stipulato da due controparti che si scambiano nel corso del tempo un flusso di pagamenti denominati in valute diverse. Si pone quale scambio iniziale tra le parti una somma denominata in una valuta e nel mentre si stabilisce uno scambio di eguale ammontare, ma con segno opposto, a una data futura prestabilita nel contratto.

Facciamo un esempio per mostrarvi qual è lo scopo del currency swap:

Una società multinazionale americana (la società A) potrebbe voler espandere le sue operazioni in Brasile. Allo stesso tempo, una società brasiliana (società B) è in cerca di un ingresso nel mercato statunitense. I problemi finanziari che la società A deve in genere affrontare derivano dalla mancanza di volontà delle banche brasiliane di estendere i prestiti alle società internazionali. Pertanto, al fine di prendere un prestito in Brasile, la società A potrebbe essere oggetto di un elevato tasso di interesse del 10%. Allo stesso modo, la società B non sarà in grado di ottenere un prestito con un tasso di interesse favorevole nel mercato statunitense. L’azienda brasiliana può solo ottenere credito al 9% minimo.

Mentre il costo del denaro nel mercato internazionale è irragionevolmente alto, entrambe le società hanno un vantaggio competitivo per contrarre mutui presso le loro banche nazionali.

Quindi la società A potrebbe ipoteticamente richiedere un prestito da una banca americana del 4% e la società B potrebbe prendere in prestito dalla sua banca locale al 5%.

Sulla base di vantaggi competitivi delle imprese nei loro mercati nazionali, la società A prenderà in prestito i fondi che la società B ha bisogno in una banca americana, mentre la società B prende in prestito i fondi che la società A avrà bisogno attraverso una banca brasiliana. Entrambe le società hanno effettivamente preso un prestito per l’altra società. I prestiti sono poi scambiati tra società.

Cosa Sono gli ETF

Per ETF si intende un Exchange Traded Fund, cioè un fondo di investimento che, contrariamente ai tradizionali fondi comuni di investimento, è negoziabile nei mercati regolamentati di Borsa italiana, esattamente nello stesso modo con cui è possibile effettuare operazioni di compravendita di titoli azionari. L’obiettivo dell’ETF è la replica dell’indice benchmark al quale si riferisce il fondo, mediante una gestione passiva dello stesso fondo.

Sottoscrivendo un ETF è pertanto possibile entrare in possesso di uno strumento finanziario piuttosto particolare, che permette di diversificare il rischio attraverso il contemporaneo investimento in più strumenti finanziari in esso contenuti.

Inoltre, grazie all’ETF
si possono assumere posizioni multiple (investendo in più titoli) con un unico contratto di impiego
si può risparmiare sulle commissioni: la gestione di un ETF presenta infatti degli oneri piuttosto competitivi, in grado di “alleggerire” il portafoglio dalle spese periodicamente necessarie per il mantenimento delle posizioni
ottenere dividendi, qualora l’ETF lo preveda, esattamente come nel caso di fondi comuni di investimento con profili obbligazionari
incrementare la propria serenità, segli ETF sono dei Sicav emessi da OICR, potranno godere della separazione del patrimonio rispetto a quello della società di gestione, sollevando il sottoscrittore dell’ETF dal rischio di insolvenza del gestore stesso

L’ETF è soggetto a ritenuta fiscale sui redditi che derivano dall’ETF stesso, con trattenuta che verrà operata mediante l’attività dell’intermediario.

Non è inoltre necessario riportare i proventi nelle dichiarazioni dei redditi.

Gli ETF si chiamano strutturati quando si tratta di fondi o Sicav negoziabili in tempo reale, esattamente come delle azioni.

Come Scegliere Gestore dei Risparmi

Risulta essere ora di decidere a chi affidare i nostri risparmi. Una scelta fondamentale. Possiamo dedicare le nostre energie a tenere sotto controllo la situazione finanziaria e il nostro prezioso tempo a valutare le migliori scelte d’investimento. Ma se poi ci rivolgiamo all’intermediario sbagliato, questi sforzi si rivelano inutili.

Al contrario, se la persona e l’istituzione cui ci siamo rivolti sono affidabili, competenti e capaci di interpretare correttamente i nostri bisogni, il più è fatto.

La scelta dell’intermediario è insomma, di quelle fondamentali.

Evitare di scegliere a occhi chiusi o solo in base alla comodità. Secondo le stime dell’Adusbef, la principale associazione di tutela dei risparmiatori, negli ultimi dieci anni 200 mila risparmiatori sono stati coinvolti in dissesti finanziari, rimettendoci complessivamente 5 mila miliardi. Ma il rischio maggiore non è quello delle truffe, casi isolati e sempre più rari da quando, con la legge 1/91 e il successivo “Testo unico della finanza”, l’intermediazione finanziaria in Italia è stata strettamente regolata. Bensì quello di ritrovarsi con intermediari inefficienti, incompetenti o più attenti ai propri interessi che non a quelli del cliente.

La banca

Risulta essere l’ intermediario più tradizionale. Ogni agenzia ha il suo funzionario addetto all’ufficio titoli. Dal punto di vista della sicurezza è la controparte più affidabile. Sotto il controllo della Banca d’Italia, oltre che della Consob e regolate da parametri rigidi, in termini di solidità patrimoniale, le banche in Italia non possono fallire.

L’altra faccia della medaglia è l’efficienza. Vissute fino a pochi anni fa in un regime di quasi monopolio nel mercato del risparmio, le banche offrono un servizio che spesso lascia a desiderare. Non è raro trovare addetti poco preparati, strutture inadeguate e, soprattutto, vedersi raccomandare quei prodotti (come obbligazioni, certificati di deposito, gestioni patrimoniali e fondi fatti in casa) che rappresentano la migliore opportunità di reddito soprattutto per la banca stessa.

La Società d’intermediazione

Con il nome di Sim, società d’intermediazione mobiliare, è designata qualunque società autorizzata in Italia a raccogliere o gestire il risparmio del pubblico. L’Albo delle Sim autorizzate è tenuto dalla Consob. Se si hanno dei dubbi, meglio consultarlo.

Il Promotore Finanziario

Per la distribuzione al pubblico di prodotti finanziari, le Banche e le Sim si avvalgono dei Promotori Finanziari, che sono gli unici professionisti, oltre ai dipendenti bancari (esclusivamente nell’ambito della Banca) e agli Agenti delle assicurazioni (per i prodotti assicurativi) autorizzati a raccogliere il risparmio.

Sono i professionisti della vendita di prodotti finanziari. Sono generalmente più preparati e motivati dei loro colleghi bancari. Anche perché di solito non sono dipendenti, ma guadagnano in relazione al numero di clienti e al volume d’affari. I Promotori devono superare un severo esame di Stato per essere iscritti nell’albo di categoria.

Devono portare con loro, e mostrare ai potenziali clienti, la lettera di incarico ricevuta dalla Banca o Sim per conto della quale operano.

Tutto chiaro?

È facile porsi la domanda: “Mi posso fidare?”. La risposta è sì, a patto di seguire qualche semplice regola. Basta poco per avviare un rapporto soddisfacente con l’intermediario e per mettersi al riparo da brutte sorprese.

A chi consegnare il denaro. Innanzitutto verifichiamo che chi ci propone l’investimento sia autorizzato a farlo. Ricordiamo che le società se non sono Banche, devono essere iscritte all’ Albo delle Sim. Lo stesso vale per l’intermediario in carne e ossa: deve essere un Promotore Finanziario o un Agente Assicurativo. Nel caso dei bancari, il problema non si pone, in quanto possono operare soltanto all’interno della Banca per cui lavorano.

Non esistono alti rendimenti garantiti
Diffidare di chi promette rendimenti più alti rispetto a quelli correnti dei titoli di Stato. Per avere guadagni superiori, si deve correre un rischio superiore, dunque niente di garantito.

Leggere, meditare e poi decidere
Chi propone un prodotto finanziario, deve consegnare il prospetto informativo. Facciamoci spiegare le diverse voci. E se è il caso, meditiamoci qualche giorno con la dovuta calma.
È un documento di legge, che contiene tutte le informazioni necessarie a valutare caratteristiche, rischi e prospettive dell’investimento. Evitiamo di firmare un contratto se non abbiamo compreso tutte le clausole. Alla larga da coloro che mettono fretta!

Ricordiamoci infine, di non effettuare pagamenti a favore del promotore, il quale, per la sicurezza sua e dei suoi clienti, in nessun caso può maneggiare e quindi accettare denaro contante, ma solo assegni bancari o circolari muniti della clausola di non trasferibilità. Gli Assegni o bonifici, invece, vanno intestati alla Società d’intermediazione, alla Compagnia di Assicurazione o alla Banca.