Modello contratto usufrutto casa

L’arte della negoziazione e della stesura dei contratti è antica quanto la civiltà stessa, fungendo da pilastro su cui poggiano le interazioni umane, gli scambi commerciali e l’ordine sociale. Nell’ambito specifico dell’usufrutto immobiliare, la capacità di delineare accordi precisi, chiari ed equi diventa di fondamentale importanza. L’usufrutto, con la sua natura peculiare che concede il diritto di utilizzare e godere di un immobile di proprietà altrui, richiede un’attenzione scrupolosa nella sua formalizzazione attraverso un contratto.

In questa guida, esploreremo in modo accurato tutti gli aspetti necessari per scrivere un contratto d’usufrutto che sia non solo conforme alle leggi vigenti, ma che protegga anche efficacemente gli interessi di tutte le parti coinvolte. Attraverso un percorso che abbraccerà la definizione di usufrutto, le sue caratteristiche essenziali, fino alle varie tipologie e clausole particolari da considerare, ci proponiamo di fornire uno strumento pratico e approfondito che sia di ausilio sia ai proprietari che agli usufruttuari.

L’obiettivo principale di quest’opera è duplice: da una parte, offrire una comprensione chiara e completa del concetto di usufrutto e delle procedure legali ad esso associate; dall’altra, guidare passo dopo passo nella redazione di un contratto che sia solido, equo e adatto a soddisfare le specifiche esigenze delle parti.

Nel corso della guida, verranno trattati argomenti come gli elementi indispensabili di un contratto d’usufrutto, le possibili problematiche e come prevenirle, consigli pratici per negoziare termini favorevoli, nonché un approfondimento sulle implicazioni fiscali e gestionali che tale contratto comporta.

Come scrivere un contratto usufrutto casa

Scrivere un contratto di usufrutto per una casa richiede attenzione a molti dettagli e un approccio meticoloso per assicurare che tutti i diritti e doveri dell’usufruttuario e del nudo proprietario siano chiaramente delineati e conformi alle leggi vigenti. L’usufrutto, come diritto reale di godimento su un bene di proprietà altrui, permette all’usufruttuario di beneficiare del bene (in questo caso, una casa) e dei suoi frutti, mantenendo il bene stesso inalterato e restituendolo al termine dell’usufrutto.

Innanzitutto, è essenziale identificare e descrivere con precisione le parti coinvolte nel contratto: da un lato c’è l’usufruttuario, che usufruirà della casa, e dall’altro il nudo proprietario, che mantiene la proprietà della casa ma cede il diritto di godimento. Bisogna fare chiarezza sui dati personali (nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza) delle parti per assicurare che siano chiaramente identificabili.

Il passo successivo consiste nella descrizione dettagliata dell’immobile oggetto dell’usufrutto. È cruciale non limitarsi a un indirizzo, ma includere tutti i dettagli catastali (foglio, particella, subalterno, categoria catastale, etc.) che permettono di identificare senza equivoci l’immobile nella sua interezza. Questo garantirà che non ci siano ambiguità sul bene in questione.

La durata dell’usufrutto deve essere chiaramente specificata nel contratto. Questo termine può essere legato alla vita dell’usufruttuario (usufrutto vitalizio) o può essere fissato per un periodo determinato, purché non superi la durata massima prevista dalla legge.

Successivamente, è fondamentale delimitare i diritti e i doveri dell’usufruttuario con grande cura. L’usufruttuario ha il diritto di godere della casa, incluso il diritto di abitazione o di affittarla per ricavarne un reddito. Tuttavia, con questi diritti arrivano responsabilità precise, come la manutenzione ordinaria dell’immobile, il pagamento delle tasse e delle imposte relative al possesso e all’uso, nonché l’obbligo di conservare la sostanza dell’immobile. Dettagliare queste responsabilità previene dispute future e garantisce che l’immobile sia restituito in buono stato alla fine dell’usufrutto.

È inoltre necessario includere una clausola che tratti le spese straordinarie, stabilendo chiaramente chi è responsabile per questi costi, solitamente a carico del nudo proprietario, poiché riguardano interventi che preservano o incrementano il valore dell’immobile a lungo termine.

Una parte essenziale del contratto di usufrutto è la modalità di cessazione dell’usufrutto, sia in caso di termine naturale che di eventi particolari (ad esempio, la morte dell’usufruttuario nel caso di usufrutto vitalizio) o permuta, vendita, rinuncia, ecc. Questa sezione deve chiarire come l’immobile sarà restituito al nudo proprietario, inclusa l’eventuale verifica dello stato dell’immobile.

Infine, il contratto deve essere concluso con le firme delle parti, che devono essere autenticate da un notaio per garantire la legalità e l’esecutività del documento. La registrazione presso l’Agenzia delle Entrate è un ulteriore passaggio necessario per garantire che il contratto sia opponibile a terzi.

Fac simile contratto usufrutto casa

CONTRATTO DI USUFRUTTO DI IMMOBILE

TRA

[Nome e Cognome del Nudo Proprietario], nato/a il [data di nascita] a [luogo di nascita], residente in [indirizzo completo], codice fiscale [inserire codice fiscale], di seguito denominato/a “Nudo Proprietario”,

E

[Nome e Cognome dell’Usufruttuario], nato/a il [data di nascita] a [luogo di nascita], residente in [indirizzo completo], codice fiscale [inserire codice fiscale], di seguito denominato/a “Usufruttuario”,

SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE:

Oggetto del Contratto

L’oggetto del presente contratto è il diritto di usufrutto sulla proprietà sita in [indirizzo completo dell’immobile], censita al Catasto [specificare se Urbano o Terreni] del Comune di [nome del comune], Foglio [numero] Particella [numero] Subalterno [numero], di cui il Nudo Proprietario è pieno ed esclusivo proprietario.

Durata dell’Usufrutto

Il diritto di usufrutto viene concesso per la durata di [inserire durata in anni], a partire dalla data di firma del presente contratto, ovvero fino al [inserire data di fine usufrutto].

Uso dell’Immobile e Obblighi dell’Usufruttuario

L’Usufruttuario avrà il diritto di utilizzare l’immobile e di percepirne i frutti secondo le modalità e i limiti previsti dalla legge e dal presente contratto, impegnandosi a:

  • Mantenere in buono stato di conservazione la proprietà, eseguendo a sue spese tutte le riparazioni di manutenzione ordinaria;
  • Non apportare modifiche strutturali all’immobile senza il preventivo consenso scritto del Nudo Proprietario;
  • Utilizzare l’immobile conformemente alla sua destinazione d’uso;
  • Assumersi tutti gli oneri e le spese correnti, inclusi i canoni di locazione e le tasse, che derivano dall’utilizzo dell’immobile.

Obblighi del Nudo Proprietario

Il Nudo Proprietario si obbliga a:

  • Consegnare il possesso dell’immobile all’Usufruttuario in buone condizioni di manutenzione;
  • Non intralciare in alcun modo il godimento dell’immobile da parte dell’Usufruttuario durante la durata dell’usufrutto.

Estinzione dell’Usufrutto

Al termine dell’usufrutto, l’Usufruttuario si obbliga a restituire l’immobile al Nudo Proprietario libero da persone e cose, in condizioni decorose, fermo restando il normale deperimento dovuto all’uso.

Risoluzione del Contratto

Il presente contratto di usufrutto potrà essere risolto anticipatamente in caso di:

  • grave inadempimento di una delle parti alle condizioni qui stabilite;
  • perdita totale o parziale dell’immobile;
  • comune accordo tra le parti.

Foro Competente

Per ogni controversia relativa alla validità, interpretazione, esecuzione e risoluzione del presente contratto, sarà competente in via esclusiva il Foro di [inserire città], salvo diverso accordo tra le parti.

Il presente contratto è stato redatto in [numero] copie, una per ciascuna parte e una per la registrazione.

Fatto e firmato in [luogo], il [data].

Firma del Nudo Proprietario

Firma dell’Usufruttuario

 

Analisi Tecnica – Media Mobile Smoothed

Risulta essere difficile tradurre correttamente il termine smoothed riguardo alle medie mobili; in alcuni casi è stato usato il termine “adattivo”, ma non rende l’idea. Una media mobile smoothed in realtà è un misto tra una media semplice e una esponenziale (molto più simile ad una esponenziale), ma è applicata su un periodo di durata maggiore. Al peso dei prezzi più recenti viene dato lo stesso valore dei prezzi storici, ma il calcolo, a differenza degli altri 2 tipi di media, non è basato su un numero di periodi fisso, anche se lo standard è 9.

La smoothed MA va a sottrarre la media del giorno precedente con quella del giorno attuale nella seguente formula:

SMMA(i) = (SUM1-SMMA1+CLOSE(i))/N

Dove

SUM1— è il totale dei prezzi dei periodi presi in esame.

SMMA1— è la media smoothed della prima candela del periodo.

SMMA(i)— è la media smoothed della candela attuale.

CLOSE(i)— è il prezzo di chiusura attuale.

N— è il numero dei periodi considerati.

 

E questa è la formula dei valori base:

SUM1 = SUM(CLOSE, N)

SMMA1 = SUM1/N

 

Il calcolo di SUM1 è identico a quello di una SMA, allora dove si differenziano le due medie? La smoothed è diversa perchè include nel calcolo anche i periodi più lontani, andando così a smussare l’effetto di rumors di mercato e improvvise
ondate, rendendo meglio l’idea di prezzo medio nel medio/lungo periodo. Può essere anche usata nell’ottica intraday per valutare posizioni long con prezzo superiore alla SMMA e short se inferiore. Ovviamente una SMA e una EMA hanno
performance superiori in fase di trend, perchè reagiscono più rapidamente ai cambiamenti di prezzo.

Strategie di Trading – Pivot Point

Molti trading systems si basano sui movimenti ciclici del prezzo, che, come sappiamo dall’analisi tecnica, sono spesso elementari e si verificano con frequenza. I ritracciamenti sono il fulcro del famoso strumento Fibonacci (i ritracciamenti di Fibonacci) e sono usati correntemente come idea di partenza per molti sistemi di trading. Facciamo allora entrare in gioco i punti pivot (PP) e vediamo se è possibile fare trading su di essi.

Facendo del backtest si potrà osservare che, specie per le valute più volatili, il prezzo ritraccia molto spesso tra una candela e la successiva: ovvero se alla candela “n” positiva il prezzo è “x”, alla successiva candela le probabilità che il prezzo sia “x”-”y” sono piuttosto alte, e viceversa per la prima candela negativa. Si può anche fare un’affermazione più ardua, stavolta sostenuta da un grafico, secondo la quale molto spesso il prezzo, ritracciando, tocca 1/3 della dimensione della
candela precedente.

L’affermazione è particolarmente vera con time frames elevati, da 4 ore in su. Questo significa che il pivot point di una candela, verrà toccato molto probabilmente dalla candela successiva: siamo arrivati quindi al succo del sistema di trading in esame.

Il puntino rosso che nella maggior parte dei casi si trova al centro delle candele è il punto pivot della candela precedente: in ben 15 casi su 23 il prezzo ha toccato il punto pivot della candela precedente! Solo in 8 casi su 23
non lo ha fatto..

Così il trading system sarà semplicissimo: basterà aprire una posizione del senso inverso della candela attuale, non appena la candela si chiude, per avere un sistema ad alto coefficiente di riuscita. Di certo non avremo operazioni con grandi take-profit, ma almeno un sistema piuttosto solido di trading, magari da abbinare ad un sistema per sfruttare movimenti più ampi. Il calcolo dei pivot points è semplicissimo e ci sono anche molti strumenti automatici nel web che lo fanno per noi.

La formula è : (prezzo massimo + prezzo minimo + prezzo di chiusura) :3. Chiaramente questo uso dei punti pivot è puramente operativo e non ha niente a che vedere con l’uso standard per valutare supporti e resistenze. Sicuramente un metodo da testare e tenere nel cassetto.

Drawdown – Definizione e Significato

Concetto di base del trading, viene dato molto spesso per scontato, ma è invece essenziale dare una spiegazione esaustiva del suo significato: stiamo chiamando in causa il drawdown. Molto spesso ci gettiamo nell’analisi tecnica senza avere i rudimenti del trading, per questo motivo sarà bene assimilare il concetto di drawdown.

La sua definizione tecnica di base è : intensità della riduzione di valore di un capitale in termini percentuali o assoluti. Ne va da sé che il drawdown può essere rappresentato sia in percentuale che come valore assoluto (cioè in quantità di valuta sonante). In pratica quando si dice che il drawdown di un’operazione è stato del 10% per es., significa che il capitale, in seguito a quell’operazione, ha subito un’oscillazione negativa del 10% e non una perdita.

Attenzione a non confondere le 2 cose. Quando infatti eseguiamo una trade, essa potrà essere chiusa in positivo o in negativo. Dopo che l’abbiamo eseguita il nostro capitale inizia a fluttuare prima che noi chiudiamo la trade. E’ proprio nel momento in cui fluttua che andremo a vedere il drawdown, ovvero l’ escursione negativa prodotta nel nostro capitale.

In gergo tecnico il drawdown è riferito ad un equity line, ovvero ad una linea che rappresenta le fluttuazioni del capitale a disposizione. Il drawdown in questo caso sarà rappresentato dal livello minimo toccato dalla linea in questione. Diverso è il
concetto di perdita in senso stretto, che viene applicato alla chiusura della trade. Quando abbiamo a che fare con una riduzione del capitale al termine della trade, significa che il nostro conto nel broker forex è diminuito: è qui che
abbiamo una vera e propria perdita.

Attenzione alla gestione delle perdite: per recuperare una perdita del 10% occorrerà guadagnare più del 10%!

Ecco un esempio pratico:

capitale iniziale = 100

perdita con trade n°1 = 10% (10)

capitale a disposizione = 90

 

Nuovo capitale a disposizione = 90

vincita con trade n°2 = 10% (9!)

capitale a disposizione = 99 !

 

Ecco che non abbiamo recuperato tutto il nostro 10%…

e se la perdita fosse del 50%?

 

capitale iniziale = 100

perdita con trade n°1 = 50% (50)

capitale a disposizione = 50

vincita con trade n°2 = 50% di 50 (25)

capitale a disposizione = 75

 

Avremmo dovuto ottenere una trade vincente del 100% del nostro capitale per andare in pareggio.

Analisi Tecnica – Indicatore Deviazione Standard

Nell’impostazione di base all’apertura delle charts su Metatrader troviamo l’indicatore StdDev: a cosa serve?

L’indicatore in questione è la deviazione standard (standard deviation), ed è un indice che misura la volatilità di prezzo, come differenza tra i prezzi medi. Ne deriva che l’indicatore salirà verso l’alto quando è maggiore la differenza tra il prezzo di chiusura attuale e il prezzo di chiusura medio, salirà verso il baso nel caso contrario.

Può essere considerato un valido supporto per determinare le fasi di euforia o stabilità del mercato: in presenza delle prime avremo picchi alti, in fasi stabili i valori della deviazione standard saranno bassi. Visto l’alto numero di informazioni che spesso giungono da altri indicatori, o da strumenti come le Bande di Bollinger, la deviazione standard può essere utile per avere un quadro generico della situazione senza altri intralci.

Il trader andrà poi a scegliere il suo momento preferito di volatilità a seconda della sua strategia di trading.
Ovviamente possiamo configurare l’indicatore con altri metodi, per esempio applicandolo ai prezzi di apertura, ai prezzi medi, o utilizzando deviazioni semplici, pesate, esponenziali, o infine cambiarne il numero di periodi, nello stile delle medie mobili.

https://www.youtube.com/watch?v=-FfriuTztW4