Come Creare una Società di Capitali – Guida

Le società di capitali sono quelle società definite tali in quanto al loro interno l’elemento caratteristico e prevalente è la presenza di un capitale sottoscritto.

Le caratteristiche delle società di capitali sono personalità giuridica, autonomia patrimoniale perfetta, infatti i soci rispondono per le obbligazioni assunte dalla società nei limiti delle azioni o quote sottoscritte, i soci possono esercitare funzioni di controllo e di partecipazione con i propri voti durante le sedute del consiglio di amministrazione, le decisioni vengono infatti prese collegialmente con diritti di voto proporzionali.

Le società di capitali si dividono in società per azioni (SpA), società in accomandita per azioni (Sapa), società a responsabilità limitata (Srl), le quali si differenziano tra loro per vari aspetti.

La costituzione di una società per azioni prevede la stipulazione dell atto costitutivo, il suo deposito presso l ufficio del registro delle imprese e l’iscrizione della società presso lo stesso, esistono inoltre delle condizioni preliminari.

L atto costitutivo è un contratto tra più parti, oppure un atto unilaterale (se vi è un socio unico), che deve essere redatto per atto pubblico e deve indicare tra le altre cose: le generalità dei soci e il numero di azioni sottoscritte, la denominazione e il comune dove sono poste la sede della società, l attività svolta, l ammontare del capitale sottoscritto e di quello versato, le norme di ripartizione degli utili, il numero e i poteri degli amministratori.

Prima di depositare l’atto costitutivo, il notaio ha l’obbligo di verificare il rispetto delle condizioni preliminari per la costituzione della società.

Come Leggere Indici di Borsa

Che cosa è l’indice di Borsa e come è possibile “leggerlo” correttamente, ottenendo da tale indicatore statistico le principali informazioni sul suo andamento? Cerchiamo di comprendere come è costruito un indice borsistico e come viene influenzato il proprio trend, con particolare riferimento all’indice che, nelle nostre analisi quotidiane, cerchiamo di evidenziare con riferimento alla Borsa italiana: FTSE MIB, sicuramente il più significativo indicatore di Piazza Affari.
Cosa è l’indice di Borsa

Borsa italiana
L’indice di Borsa è il risultato sintetico dell’andamento di un paniere di titoli sottostanti. Nel nostro esempio, FTSE MIB è un indice composto da un paniere di titoli azionari, nella fattispecie rappresentati dalle 40 società italiane a maggiore capitalizzazione, quotate nei mercati regolamentati gestiti dalla Borsa italiana. Il suo trend, come vedremo tra poche righe, è quindi condizionato dall’andamento dei titoli sottostanti.
Il calcolo dell’indice di Borsa

Borsa italiana
Calcolare l’indice di Borsa non è difficile, ma occorre capire come sono pesati i titoli che compongono il paniere sottostante. Tre sono le metodologie principali: con la prima, ogni titolo ha un peso uguale all’altro, e non ha alcuna influenza la capitalizzazione societaria; con la seconda, il peso di ogni titolo dipende invece dal proprio prezzo; con la terza, invece, il peso è pari alla capitalizzazione di Borsa, ponderato con alcuni elementi di rettifica (es. in caso di gruppi).
L’andamento dell’indice di Borsa

Borsa italiana
Come conseguenza di quanto sopra, l’andamento dell’indice di Borsa sarà influenzato dall’andamento dei titoli sottostanti, che condizioneranno l’indicatore sulla base del peso ponderato all’interno del paniere. Può cioè capitare che l’andamento negativo di un singolo settore (ad esempio quello bancario) possa condizionare al ribasso l’intero indice, o viceversa.

Come Scrivere un Business Plan

Prima di realizzare un progetto imprenditoriale, prima di investire soldi, un buon manager deve compilare il business plan per verificarne la fattibilità.

Il business plan è un documento che consente di
verificare la fattibilità finanziaria economica della business idea
di ridurre l’incertezza dell’investimento.
di pianificare e controllare l’attività nella fase di crescita e nel raggiungimento degli obbiettivi.
di informare gli investitori sull’andamento del progetto.
traghettare il manager nella delicata fase che va dall’ideazione alla messa in pratica del progetto.
rappresentare una guida nella fase di avviamento , fase caratterizzata dalla ricerca delle risorse produttive, dallo sviluppo dei prodotti e servizi e dalla diffusione sul mercato.

Il business plan è uno strumento indispensabile per accedere al mercato dei capitali di rischio, qualsiasi banca o finanziatore ti chiederà il business plan del progetto.

Un buon business plan è formato principalmente da tre elementi
il business
i dati finanziari
dati di supporto

Per un esempio è possibile vedere questo modello di business plan. Vediamo però più nel dettaglio quali sono gli elementi principali del documento.

Il business.
Questa è la parte più importante del business plan, in questa sezione dovrai spiegare al meglio la tua idea di business… dovrai indicare a chiare lettere cosa vuoi fare.
Il business a sua volta è diviso in sottosezioni.

la descrizione del business.
Dovrai indicare i tuoi obiettivi e le modalità che userai per perseguirli. In questa sottosezione devono emergere le esperienze dell’imprenditore sul business, le eventuali garanzie di un supporto esterno al processo di apprendimento e i punti do forza dell’idea imprenditoriale.

I prodotti o servizi
Elenca i tuoi prodotti e servizi, mettendo in risalto i punti di forza e di debolezza rispetto alla concorrenza, evidenzia i benefici che otterranno i consumatori utilizzando i tuoi prodotti, metti in risalto gli “elementi di unicità”.

Il mercato.
Analizza e studia il tuo mercato di riferimento, il tuo target, il ciclo di vita del mercato stesso (in crescita, maturo, in declino), la segmentazione del mercato, la possibilità di espansione, i nuovi possibili sbocchi, come avere e mantenere una solida base di clienti.
Definisci il prezzo del tuo prodotto attraverso l’analisi del breack-even point, gli obbiettivi di marketing e il budget.

La localizzazione del business.
Analizza le infrastrutture, le vie di comunicazione, altri servizi utili per sfruttare eventuali sinergie del luogo in cui desideri costruire il tuo impianto produttivo.

L’analisi della concorrenza.
Studia i concorrenti più importanti del tuo mercato, analizza il ciclo di vita dei loro prodotti, evidenzia i loro punti di forza e di debolezza, cerca di evitare i loro errori.

Il management.
Evidenzia le conoscente, le capacità e le competenze del management e del suo staff

Fabbisogno e gestione del personale.
Fornisci un quadro chiaro su come intendi impiegare e gestire le risorse umane, elenca i regimi di impiego (full time, part time…)incentivi, remunerazioni, la formazione, la professionalità dei lavoratori

Destinazione del prestito ed effetti attesi
Come viene impiegato il prestito e quali risultati si attende.

Carta di Credito e Carta di Debito – Differenze

Quanto confusione sull’argomento, molti credono che siano la stessa cosa. A guardarle sono uguali, plastificate e con il logo di un istituto finanziario. Hanno un chip, si utilizzano allo stesso modo, e vengono accettate dallo stesso circuito. Entrambe offrono dei vantaggi, e la scelte tra le due dipende dalle singole esigenze.
Ma allora quali sono le differenze?

La principale differenza tra una carta di credito ed una carta di debito è la modalità con cui viene prelevato il denaro dal tuo conto, come e quando avviene l’addebito.

Quando utilizziamo una carta di debito facciamo un pagamento in contanti, ma elettronico. L’addebito sul conto avviene immediatamente, senza che noi entriamo in contatto con soldi contanti.
Vediamola così, con la carta di debito è come avere soldi contanti ridotti ad un supporto plastificato.

Se parliamo di circuito Pagobancomat parliamo di pagamenti con carta di debito. Così anche per i circuito Cirrus/Maestro (che si appoggia al circuito Cirrus, un network interbancario internazionale), Postamat (il circuito postale), Mastercard, Visa, Visa Electron. Sono questi i principali circuiti.

La carta di credito è diversa per il fatto che l’addebito non avviene subito, ma il mese successivo o oltre. Pagando con carta di credito ottieni un prestito momentaneo della banca, che anticipa la somma.
Un vantaggio della carta di credito è la possibilità di pagare per un ammontare totale mensile che superi le nostre disponibilità. In questo caso cè un limite di prelievo (credito) mensile che generalmente si aggira sulle 1.000-1.500 €, ed è una cifra che si può accordare con chi rilascia la carta. Qualora spendessimo per un ammontare che va oltre quello che abbiamo sul conto, dovremmo assolutamente depositare la somma spesa in più entro la fine del mese successivo.

I principali circuiti delle carte di credito sono Visa, American Express, MasterCard, Dinners Club.

Un’altra differenza sta nel fatto che l’utilizzo della carta di debito richiede sempre la digitazione del codice unico PIN, mentre pagando con carta di credito è sufficiente una firma.

Come Risparmiare sul Riscaldamento

In questa guida spieghiamo come risparmiare sul riscaldamento.

Sfiata i termosifoni
Prima dell’accensione invernale dei termosifoni ricordati di sfiatarli così l’aria rimasta all’interno uscirà permettendo all’acqua di scorrere completamente al loro interno. Eliminare l’aria evita di avere delle parti che rimangono fredde.

Revisiona la caldaia
Ricordati di revisionare la caldaia ogni 2 o 4 anni, oltre che un obbligo di legge è anche uno strumento per risparmiare. Una caldaia più efficiente permette di avere una miglior resa e un maggiore risparmio nei consumi.

Non coprire i termosifoni
Evita di coprire i termosifoni con oggetti o tende, il calore non riuscirebbe a diffondersi correttamente impedendo di raggiungere la temperatura corretta e obbligando la caldaia ad un continuo lavoro e quindi spreco.

Usa il timer
Installa dei termostati con timer, in questo modo potrai scegliere in quali ore entrerà in funzione la caldaia evitando che venga inutilmente prodotto calore quando non sei in casa durante il giorno o per periodi lunghi.

Spegni il riscaldamento di sera
Spegni il riscaldamento di notte: la sera fai in modo che entri in funzione il timer staccando il riscaldamento che sarebbe totalmente sprecato durante la notte.

Evita l’effetto tropici
Non esagerare con le temperature, evita l’effetto tropici che ritroviamo sempre nei negozi, la temperatura in casa potrebbe tranquillamente stare intorno ai 19 gradi. Questi sono i gradi perfetti per stare bene e strategici visto che un solo grado in più aumenterebbe abbastanza i consumi.

Usa il caminetto
Se hai un camino in casa comincia ad usarlo. Avere a che fare con questo sistema di riscaldamento implica forza di volontà che non abbiamo mai, ma se hai questo mezzo tanto vale utilizzarlo. La legna di per sé non è molto costosa e il caminetto riscalda moltissimo, perchè non approfittarne.

Verifica i serramenti
Verifica che i tuoi serramenti siano isolanti e non ci siano spifferi. Se ti è possibile installa i doppi vetri in tutte le finestre così il calore rimarrà maggiormente all’interno della casa.

Riqualificazione energetica
Un lavoro di questo tipo rientra in quella che un recente decreto chiama di riqualificazione energetica. Potresti riuscire a detrarre del 55% le spese sostenute per questo genere di interventi. Per ogni dubbio sul sito dell’Agenzia delle Entrate trovi una guida utile.

Chiudi le finestre
Fai attenzione ai ricambi d’aria, la mattina siamo tutti abituati a spalancare le finestre per riciclare l’aria. In inverno è meglio farlo per molto meno tempo e soprattutto evitando di spalancare tutte le finestre di tutte le stanze.

Se sei in casa nelle ore pomeridiane, considerate le più calde, approfitta di quel momento per aprirle, ovviamente lo stretto necessario.

Distinto, soprattutto quando arriviamo da fuori, saremmo tutti tentati dallavere in casa un clima quasi estivo ma il costo della bolletta sarebbe quasi folle. Applicare anche tutti i consigli per risparmiare sul riscaldamento non è affatto un sacrificio e in più aiuta anche ad inquinare meno.